Lord Gravedigger, fouri il nuovo album di Iastimo
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22/02/2026 | CarolinaElle
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“Lord Gravedigger” è il nuovo album di Iastimo, disponibile da venerdì 20 febbraio su tutte le piattaforme digitali per Marmelade Wave Record.
A quasi due anni dall'ultimo lavoro, “Tutto Normale”, il rapper siciliano torna curando in prima persona sia le rime sia le produzioni. “Lord Gravedigger” è un progetto che cristallizza un rap classico e senza compromessi, lontano da mode e concessioni.
Il concept dell'album ruota attorno al tema della morte, intesa non come fine assoluta ma come trasformazione. Iastimo ne esplora le molteplici declinazioni — sociali, politiche, di pensiero e musicali — collegandole spesso al tema della disabilità, centrale nella title track. Le tracce si susseguono creando un filo narrativo diretto e coerente, che culmina in un brano dedicato alla malattia.
Le sonorità affondano le radici nell'underground: beat cupi e lineari si mescolano con un flow serrato e claustrofobico, creando così un'atmosfera scura e permeata di cinismo. Lo storytelling filtrato da Iastimo riflette così quel profondo senso di malessere umano e artistico riflesso del nostro tempo.
In questo immaginario, Iastimo indossa i panni dello scavafosse — da qui il titolo Lord Gravedigger — per seppellire metaforicamente parole, idee e sistemi ormai logori.
L'album si apre con il singolo “Cavie”, che mette in luce come la tecnologia, se usata in modo improprio, finisca per renderci schiavi e allo stesso tempo inermi soggetti di un sistema consumistico.
“Oblivion”, unica traccia prodotta da Skat, è il brano più introspettivo del disco. Ispirandosi al film di fantascienza Doors, l'artista utilizza la metafora delle porte per raccontare quei momenti della vita in cui ci si trova di fronte a scelte decisive.
Con “John Lemon”, l'MC gioca con le parole inventando un nuovo drink: un brano dedicato allo stile e alla scena hip-hop contemporanea, raccontata con lucidità e ironia, senza mai prendersi troppo sul serio.
La title track “Lord Gravedigger” torna sul tema della disabilità, sottolineando come spesso ci si dimentichi che anche una persona disabile invecchia, e che il tempo aggrava una condizione fisica già compromessa.
“Sottosopra” si inserisce nel contesto del cosiddetto “nuovo ventennio”, offrendo una critica feroce ai nuovi fascismi, spesso mascherati da liberalismo e patriottismo nella narrazione politica dell'Italia contemporanea.
“Marcia” è una denuncia della superficialità e del superfluo, di tutto ciò che è rapido, usa e getta, a portata di smartphone. Un brano senza ritornello, fatto solo di rime serrate, per parlare di realtà concrete e rompere il limbo delle promesse mai mantenute, tipiche delle campagne elettorali.
Con “Mi vendo tutto”, su una base minimale, Iastimo ricorda che basta poco per restare umani: un vero e proprio inno contro il capitalismo e il consumismo globali.
Il progetto si chiude con “Piccole dimenticanze”, una traccia dedicata all'Alzheimer, che affronta il tema della malattia degenerativa con sincerità e una sottile vena di ironia, senza mai perdere rispetto e profondità.
A quasi due anni dall'ultimo lavoro, “Tutto Normale”, il rapper siciliano torna curando in prima persona sia le rime sia le produzioni. “Lord Gravedigger” è un progetto che cristallizza un rap classico e senza compromessi, lontano da mode e concessioni.
Il concept dell'album ruota attorno al tema della morte, intesa non come fine assoluta ma come trasformazione. Iastimo ne esplora le molteplici declinazioni — sociali, politiche, di pensiero e musicali — collegandole spesso al tema della disabilità, centrale nella title track. Le tracce si susseguono creando un filo narrativo diretto e coerente, che culmina in un brano dedicato alla malattia.
Le sonorità affondano le radici nell'underground: beat cupi e lineari si mescolano con un flow serrato e claustrofobico, creando così un'atmosfera scura e permeata di cinismo. Lo storytelling filtrato da Iastimo riflette così quel profondo senso di malessere umano e artistico riflesso del nostro tempo.
In questo immaginario, Iastimo indossa i panni dello scavafosse — da qui il titolo Lord Gravedigger — per seppellire metaforicamente parole, idee e sistemi ormai logori.
L'album si apre con il singolo “Cavie”, che mette in luce come la tecnologia, se usata in modo improprio, finisca per renderci schiavi e allo stesso tempo inermi soggetti di un sistema consumistico.
“Oblivion”, unica traccia prodotta da Skat, è il brano più introspettivo del disco. Ispirandosi al film di fantascienza Doors, l'artista utilizza la metafora delle porte per raccontare quei momenti della vita in cui ci si trova di fronte a scelte decisive.
Con “John Lemon”, l'MC gioca con le parole inventando un nuovo drink: un brano dedicato allo stile e alla scena hip-hop contemporanea, raccontata con lucidità e ironia, senza mai prendersi troppo sul serio.
La title track “Lord Gravedigger” torna sul tema della disabilità, sottolineando come spesso ci si dimentichi che anche una persona disabile invecchia, e che il tempo aggrava una condizione fisica già compromessa.
“Sottosopra” si inserisce nel contesto del cosiddetto “nuovo ventennio”, offrendo una critica feroce ai nuovi fascismi, spesso mascherati da liberalismo e patriottismo nella narrazione politica dell'Italia contemporanea.
“Marcia” è una denuncia della superficialità e del superfluo, di tutto ciò che è rapido, usa e getta, a portata di smartphone. Un brano senza ritornello, fatto solo di rime serrate, per parlare di realtà concrete e rompere il limbo delle promesse mai mantenute, tipiche delle campagne elettorali.
Con “Mi vendo tutto”, su una base minimale, Iastimo ricorda che basta poco per restare umani: un vero e proprio inno contro il capitalismo e il consumismo globali.
Il progetto si chiude con “Piccole dimenticanze”, una traccia dedicata all'Alzheimer, che affronta il tema della malattia degenerativa con sincerità e una sottile vena di ironia, senza mai perdere rispetto e profondità.
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